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Il vino tra innovazione e tradizione

La storia moderna del vino – vigna e cantina – è rimasta immutata o quasi, come bloccata su un fermo immagine per tanti secoli. Poche innovazioni e poche scoperte sono venute a sconvolgerne il pacato svolgimento. Di pari passo con lo sviluppo delle comunicazioni e con la rapidità sempre maggiore dei trasporti è cresciuto il commercio: il vino è diventato un importante oggetto di scambio.

Fino a quando non sono nate le prime zone viticole con dichiarati scopi commerciali - pensiamo all’ Aquitania con i primi vigneti specializzati per rifornire i mercati del Nord Europa - produrre vino era uno dei tanti lavori che impegnava l'agricoltore durante l'anno, per sfamare la propria famiglia. Oltre alla vite, c'erano da curare i frutteti e gli orti, senza dimenticare la crescita sana degli animali della fattoria. Questi lavori erano tutti, allo stesso modo, alla base della ricchezza e dell'alimentazione della famiglia. La necessità che muoveva chi lavorava la terra era produrre, limitando al massimo le spese. Capitavano così gli anni – annate scarse o funestate da gelate e grandinate - in cui le patate, ad esempio, potevano sostituire il vino come fonte di reddito e di sostentamento per l'agricoltore.
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